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Ddl intercettazioni/ La rete “vittima eccellente”?

Dichiarati “inammissibili” gli emendamenti relativi al comma 29 dell’art. 1 del “Ddl intercettazioni” che riguardano la rete e chi fa informazione su Internet. Questo il contenuto del provvedimento preso dall’on.  Giulia Bongiorno, Presidente della Commissione Giustizia della Camera.

Nel testo licenziato a suo tempo dal Senato l’obbligo di rettifica previsto dalla legge sulla stampa dovrebbe essere esteso anche a chi gestisce siti informatici, compresi “quotidiani e periodici diffusi per via telematica”. Quindi sarebbero comprese tutte le testate online locali e i blog.
La sanzione prevista, per chi non avesse adempiuto l’obbligo di rettifica richiesta entro le 48 ore, arriverebbe fino a 12.500 euro.

Come afferma nel suo blog l’avv. Guido Scorza, esperto di informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie “il rischio – ma occorrerebbe che un esperto di regolamenti parlamentari lo confermasse – è che ora i giochi per la Rete siano davvero fatti perché temo che un emendamento dichiarato inammissibile in Commissione non possa essere ripresentato neppure in aula”.

La rete potrebbe essere la prima “vittima eccellente” di questo disegno di legge: l’avvocato Scorza aspetta di essere smentito prima di dirlo, e noi ci auguriamo che qualcuno lo faccia.

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Informazione sul web. Da Orvieto la richiesta di ANSO: chiarezza sulle responsabilità

“Oggi l’informazione online deve essere primariamente riconosciuta e secondariamente inserita in un quadro normativo che non solo riformi il mondo dell’editoria ma che lo faccia tenendolo in pari considerazione rispetto agli altri media tradizionali. Altrimenti parlare di pluralismo dell’informazione nel nostro paese rischia di diventare un puro e semplice esercizio di stile”.

Lo dichiara Marco Di Maio, presidente di ANSO, a margine del convegno che lo ha visto protagonista ad Orvieto del convegno “L’informazione sul web. Quali regole per un nuovo luogo”. Assieme a Marco Di Maio sono intervenuti tra gli altri, nelle due sessioni mattutina e pomeridiana, Massimo Mantellini (Punto informatico, Nova24, Manteblog), il presidente del tribunale di Orvieto Edoardo Cofano, il procuratore della Repubblica Francesco Novarese, il professore Giuseppe Corasaniti, l’avvocato Guido Scorza.

“Lo ribadiremo finchè non sarà chiarita questa ambiguità: le testate giornalistiche online non possono essere equiparate, in ogni obbligo di legge, alle testate tradizionali; abbiamo una serie di peculiarità e caratteristiche che nessun altro media possiede. La possibilità per gli utenti di interagire con la redazione, di instaurare un confronto e un dialogo tra loro, di pubblicare contenuti propri, di utilizzare account di altri servizi (ad esempio Facebook) per commentare notizie: sono tutte opportunità che solo i quotidiani online offrono e sulle cui responsabilità va fatta chiarezza”.

ANSO presenta nuovamente le proprie richieste: “In primo luogo va definito lo status di quotidiano online, che deve essere riconosciuto e definito dal nostro ordinamento legislativo; in secondo luogo occorre definire la responsabilità effettiva dei direttori responsabili, che non possono rispondere dei contenuti prodotti da altri, né tanto meno di contenuti realizzati da altri servizi che vengono implementati da altre fonti (ad esempio bacheche di annunci). Questo per consentire di arrivare a modelli editoriali e di business che consentano ai giornali di continuare ad offrire un’informazione gratuita, libera da condizionamenti e sempre di qualità”.

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Libertà di stampa: riconoscere il ruolo dell’informazione online

piapopo

Anche l’ANSO, l’Associazione Nazionale della Stampa Online, aderisce alla manifestazione per la Libertà di stampa indetta per sabato prossimo 19 settembre. Lo fa perché rappresenta una parte del mondo editoriale, quello dell’informazione locale online, che oggi più che mai è divenuto un nuovo baluardo della libertà di informazione ed espressione, senza dubbio il più innovativo e partecipativo. Mediamente, le testate ANSO visualizzano 20 milioni di pagine mensili e informano oltre due milioni di cittadini.
Nel mese di luglio è stato raggiunto il record di accessi.

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Google News, l’Antitrust e gli editori online italiani

Fieg e Antitrust contro Google News

L’ANSO (Associazione Nazionale Stampa Online) interviene sulla questione aperta dalla Fieg contro Google News e la successiva apertura di un’istruttoria da parte dell’Antitrust.
Dichiarato il suo sostegno a Google News e ai servizi offerti – gratuiti e non supportati da inserzioni pubblicitarie – che permettono all’informazione locale sul web di essere visibile e disponibile per i navigatori.

«Colpire Google News vuol dire rendere l’informazione meno libera e pluralista, danneggiando i piccoli editori locali, che spesso propongono sul web notizie ignorate dai mezzi d’informazione classici o che non sempre trovano adeguata risonanza». Questa la posizione netta dell’Anso, il primo ente italiano nato per rappresentare e tutelare gli interessi degli editori di testate giornalistiche online a carattere locale, che ogni mese registra in media più di 5 milioni di utenti verso i giornali ad essa associati.

«Il servizio Google News porta quotidianamente migliaia di visitatori ai nostri siti – prosegue  Benedetto Liberati, Vice Presidente Anso -, e siamo grati a Google di questo servizio, gratuito e non supportato da inserzioni pubblicitarie. Gli editori che si lamentano (che già hanno determinato un oligopolio nella stampa tradizionale e che sembra vogliano ripetere l’esperimento anche nell’editoria online) vorrebbero i visitatori di Google senza che Google indicizzasse i loro siti. Forse è un po’ troppo.
Il servizio di Google News è importante perché permette agli utenti di confrontare con immediatezza più fonti di notizie su uno stesso argomento».

L’ANSO intravede nell’azione della Fieg una volontà velata di danneggiare la concorrenza.
I colossi dell’editoria denunciano da tempo la diminuzione di vendite e gli introiti pubblicitari non sono più sufficienti a ridare ossigeno ad una situazione divenuta asfittica. Lo sguardo si posa quindi altrove, dove l’erba sembra più verde.
La concorrenza dell’informazione locale, capillare e sempre sul pezzo, porta via milioni di lettori che quotidianamente arrivano ai siti di piccoli (ma grandi) editori, molti dei quali associati ANSO. E gli utenti arrivano in larga parte attraverso Google e Google News. Interrompere questo tipo di servizio significa intercettare questi utenti che usufruivano del servizio e convogliarli verso la corrente più forte dei grandi (non sempre) editori nazionali.

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