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L’editoria online, fonte di innovazione. Se ne è discusso all’IGF Italia
Pubblicato da Francesca Gironelli in Comunicati stampa il 7 ottobre 2009

“Internet e nuove forme di impresa” è il titolo della tavola rotonda alla quale ANSO è stata invitata a portare il suo contributo, durante l’Internet Governance Forum che si è concluso mercoledì al CNR di Pisa. Il presidente ANSO, Marco Di Maio, è intervenuto dando voce all’esperienza degli editori locali online associati e, più in generale, manifestando ancora una volta l’esigenza che il Legislatore regolamenti e valorizzi l’informazione locale online.
A questo proposito, Di Maio si è riallacciato alle esperienze di innovazione su campi esterni al web portata da Gartner e Microsoft, due società leader, e ha sottolineato come l’informazione locale online rappresenti un elemento di straordinaria innovazione per il mondo dell’editoria. Ha introdotto quel concetto di “glocalità” che oggi è indispensabile per affrontare qualsiasi sfida che pone il futuro.
«Bisogna partire dalla propria comunità locale – spiega Di Maio – e lì costruire un forte radicamento, per poi diffondere una cultura dell’informazione che non sia legata solo al proprio territorio, ma che sappia allargare la visione agli attori che operano sul territorio stesso».
Alla luce dei numeri sviluppati da ANSO (2,5 milioni di lettori unici al mese, 25 milioni di pagine visitate e 40 testate giornalistiche registrare), durante l’intervento alla tavola rotonda, Marco Di Maio ha rimarcato la totale assenza di una legislazione che tenga in adeguato conto il mondo dell’informazione online, e ha ribadito l’esigenza di convocare quanto prima gli Stati Generali dell’Editoria. Secondo l’ANSO, è urgente una riforma del settore, che preveda non solo la regolamentazione del mondo dell’informazione online, ma anche una serie di norme che ne agevolino lo sviluppo e il consolidamento.
«L’informazione online va considerata al pari degli altri media – sottolinea il presidente ANSO – specialmente in un momento in cui si parla molto di libertà di informazione, che significa pluralismo. Escludere il mondo online dalla legislazione e dagli interventi a sostegno dei vari settori dell’editoria non sembra quindi andare incontro a quel principio di libertà d’informazione e di pluralismo a cui spesso si fa riferimento».